• Prezzo: € 19,00
  • ISBN: 9788876848513
  • Pubblicato nel 2010
  • N° di pagine: 309

La donna sbagliata

Richard Flanagan

Gina è una ventenne carina partita dalla provincia in cerca di fortuna. È conformista, razzista quanto basta, molto indifferente alle cose del mondo, ossessionata dal denaro. È una ballerina di lap dance in un locale di Sydney e quando lavora si fa chiamare la Bambola. Lo stesso giorno in cui vengono ritrovate tre bombe inesplose, Gina incontra Tariq, un bel ragazzo dai tratti mediorientali con cui passa la notte. Quando si sveglia, al mattino, lui non c'è più. Nessuna sorpresa. Perché la sorpresa arriva più tardi: dal bar di fronte vede i poliziotti circondare il luogo da cui è appena uscita, mentre la tv nel locale mostra la foto del giovane, indicato come terrorista. Ma sullo schermo scorrono anche le immagini sgranate della telecamera di sicurezza che lo ritrae mentre entra nel palazzo con una donna misteriosa. Lei. I media si scatenano alla scoperta della sconosciuta, che in poche ore passa da casuale presenza, a complice, a sanguinaria stragista; in ancor meno tempo - grazie a Cody, giornalista fallito e senza scrupoli, che ha cannibalizzato lo scoop - la sua identità è sbandierata ai quattro venti e tutta la sua esistenza, stravolta e manipolata all'inverosimile, invade i palinsesti, tracimando da prime pagine e megaschermi. Lei, Tariq, le bombe, le Torri Gemelle, Londra, Madrid tutto si fonde in una martellante epopea della paura. Ogni dettaglio, ogni minimo aspetto del suo passato improvvisamente diventa il tassello di un quadro chiarissimo nelle aspettative della collettività. La sua intera esistenza viene reinventata in una spirale inarrestabile di menzogne e terrore della quale Gina è preda designata. Sola, senza un soldo e la possibilità di tornare a casa, braccata dalla polizia, temuta dall'opinione pubblica e tradita dagli amici, la Bambola incomincia la sua discesa all'inferno... Una caccia all'uomo tesa, cupa, spietata, che offre il devastante ritratto di una società in cortocircuito, in cui allarmismo, potere dei media e paura del diverso portano un'intera nazione al punto di rottura.